Fratello soffoca la sorella anziana

Un omicidio ha scosso la routine della periferia di Sondrio. Intorno alle 6.30 di questa mattina l’epilogo di una convivenza, fra fratello e sorella, divenuta, con ogni probabilità, insostenibile. Da una parte Andreina, detta Lina, Paganoni, 88 anni, con i problemi tipici dell’età, e la necessità di sempre maggiore vicinanza, e, dall’altra, il fratello Giulio, 73 anni, che da tempo se ne prendeva cura, occupandosi delle faccende domestiche, della preparazione dei pasti e dell’assistenza alla persona. Un carico divenuto sempre più gravoso e che, forse, avrebbe dovuto condividere con una terza persona, fosse una badante, o con le istituzioni preposte all’assistenza domiciliare. Era, invero, per quanto potuto apprendere, sua intenzione rivolgersi ai servizi sociali del Comune per chiedere aiuto, richiesta che avrebbe voluto formulare proprio questa settimana, come aveva confidato a un amico, ma, questa mattina, il senso di impotenza e di disperazione deve aver avuto il sopravvento.
Preso un foulard, Giulio Paganoni ha soffocato la sorella stringendoglielo al collo. Poi ha preso il telefono ed ha attivato i soccorsi chiamando il servizio di emergenza 118. Quando il personale sanitario è giunto sul posto, al primo piano del civico 61 di via Torelli, nel quartiere La Piastra, ha subito capito che qualcosa non era andato per il verso giusto e, immediatamente, ha allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono giunti gli agenti della Squadra Volante della Questura di Sondrio, al comando del commissario Fabrizio Mastroianni, e gli agenti della Polizia Scientifica. Subito tradotto in commissariato Giulio Paganoni che, per tutta la mattina, è stato interrogato alla presenza del suo difensore, l’avvocato Giuseppe Romualdi. Ha esposto i fatti così come, a suo modo di vedere, si sono svolti, ammettendo, di fatto, di aver soffocato la sorella. Fatti che, in base ai primi accertamenti svolti, collimano con quanto rinvenuto sulla scena del delitto.
Sul posto anche Paolo Tricomi, medico legale e anatomopatologo incaricato dalla Procura della Repubblica di Sondrio e, in particolare, dal magistrato di turno, Antonio Cristillo, di effettuare la prima ricognizione cadaverica sul corpo della vittima, ricomposto presso la camera mortuaria dell’ospedale di Sondrio dove verrà effettuata l’autopsia.
Tradotto in carcere, invece, l’autore del delitto, dal momento che il pubblico ministero ne ha disposto il fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di omicidio volontario.
Un caso disperato che rimanda a quello occorso il 25 gennaio scorso presso la Fondazione Luigi Longoni del capoluogo. In quel caso fu la sorella, Anna Forni, a por fine all’esistenza del fratello Alberto che, però, in quel caso, avrebbe posto in essere, da sé, il gesto suicidiario senza riuscirvi del tutto. Dopo alcune settimane di carcere, alla donna sono stati concessi gli arresti domiciliari nell’abitazione di via Samaden, a Sondrio, in attesa dei risultati dell’esame autoptico effettuato sulla salma della vittima.

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