Il venditore di noccioline, maestro di vita

A metà strada fra “Uno, nessuno, centomila” di pirandelliana memoria e il piccolo principe di Saint Exupery, perchè ciò che conta è spesso davvero “invisibile agli occhi”, la rappresentazione teatrale “Ultra e il segreto delle noccioline”, in scena al Mignon di Tirano nella serata di ieri ha raccontato la storia del riscatto di quella umanità incapace di ascoltarsi, priva di certezze, in bilico fra realtà e illusione, gioia e dolore, che procede sorda con lo sguardo basso pari a un fantoccio recitando parti già scritte. In un chiaroscuro ben congeniato con attori capaci di spendersi e coinvolgere il pubblico dall'inizio alla fine, ecco apparire sul palco l'inquietudine del quotidiano esistere. E' un introspettivo viaggio nel sottosuolo dell'anima quello promosso dal gruppo “Ad Alta Voce”, con il patrocinio della compagnia teatrale Barfi and Friends, nell'enigma di scelte mai del tutto definitive come i due amanti senza coraggio di seguire il proprio forte sentire o la donna plagiata da un amore malato, da un uomo incapace di dolcezza, chi perde il lavoro e ogni speranza. E ancora l'impiegata frustrata che cova risentimento verso chi poco lavora, ma sale la scala del potere, portaborse dal sorriso di plastica. Un'alternanza di uomini e donne, ognuno con il proprio vissuto, nell'ingranaggio caotico di una esistenza priva di emozioni autentiche tra l'indifferenza generale che inaspettatamente ritrova, per alcuni preziosi attimi, quell'umanità perduta e tanto anelata sedendosi a fianco di un semplice venditore di strada prima di riprendere il proprio cammino. Prima di confondersi nel frenetico via vai fra passi consumati in un tempo che invecchia a implacabili velocità lungo vie spesso lastricate di scaltrezze, ma stavolta forti di un nuovo bagaglio interiore da contrapporre all'aridità quotidiana che tutto frantuma e sospinge verso l'individualismo esasperato. Intensa e potente la figura di Ultra, il venditore di noccioline, interpretata da Fabio Panighetti. Per la regia di Fulvio Schiano, garanzia di qualità con esperienza ultraventennale, che ha offerto una indovinata trasposizione teatrale del racconto di Roberto Scanarotti, la serata ha visto alternarsi gli attori Roberta Cusini, Michela Gianoli, Vilma Tognini, Liliana Reghenzani con la figlia Mya e Glauco Bacchiocchi. Danzatori Martina Medde e Giovanni Cometti. Un teatro che grazie ad Ultra, uomo all'apparenza dimesso, ma dalla potente interiorità, consigliere di illuminanti indicazioni, insegna a guardare oltre la facciata per farci ritrovare la strada verso noi stessi con garbo e rispetto e “uno sguardo umano” ricordandoci di non dimenticare l'anima per non precipitare nell'assuefazione di una routine troppo arida per ascoltare il cuore.

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