Santa Caterina, via libera ai residenti

Santa Caterina Valfurva non è più isolata. Nell’attesa che la Provincia di Sondrio termini i lavori del vallo rilevato paramassi sotto il corpo frana del Ruinon, per riaprire la provinciale 29 del Gavia al traffico veicolare, ci pensa il Comune a garantire un passaggio. Le richieste scritte datate 5 novembre degli operatori economici rappresentati dall’avvocato Ezio Trabucchi e di quelle 21 famiglie emigrate a Bormio per facilitare la frequentazione della scuola ai propri figli, desiderose di rientrare nelle proprie abitazioni, hanno generato l’ordinanza n. 33 del sindaco Angelo Cacciotto, emanata proprio durante la conferenza stampa di questa mattina. Una strumento importante nelle nostre mani per tutelare i cittadini, una misura urgente e di emergenza, dice il funzionario della Polizia Locale Pietro Franzini, che autorizza, con assunzione di responsabilità a proprio carico e per esigenze e necessità inderogabili, i soli residenti proprietari di immobili, operatori turistici, lavoratori, dipendenti e fornitori oltre alle forze di polizia e di soccorso pubblico, a transitare nella strada provvisoria di proprietà comunale in zona Sant, una bretella di 200 metri a valle lungo il fiume già messa in sicurezza dai guardrail. L’aggiornamento della segnaletica la cura e manutenzione della bretella, strada compatibile con il proseguo del cantiere della Provincia, si legge, sarà in capo all’ufficio tecnico comunale, che sorveglierà attentamente; alla Polizia Locale il compito di un costante monitoraggio nelle ore diurne coordinato con la postazione dei geologi incaricati dalla provincia in località Balanzona. Soddisfazione per le famiglie rappresentate da Luigina Signorelli, il cui contratto di affitto negli appartamenti di Bormio pagato dalla Provincia è scaduto, i quali tuttavia avanzano un’ulteriore richiesta, affinché il risultato possa dirsi completo. Una boccata d’ossigeno per Santa Caterina, commenta l’avvocato Trabucchi prossimo a terminare il suo mandato per conto degli operatori, e che insieme a loro lancia un appello alla Regione, quello di mettere in atto per un costo ipotizzato di 5 milioni di euro la bonifica della frana piuttosto che spendere 180 milioni per la galleria.

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