“'na vida sacrificada”, storie di donne della Valtellina

Storie di donne, di quelle che hanno dedicato la loro vita alla cura della famiglia e al faticoso lavoro della terra: questa è la sintesi di “ 'na vita sacrificada”, il cortometraggio realizzato dall'Associazione Argonaute che debutterà sabato 15 novembre alle 9 a Sondrio, presso la Sala del Credito Valtellinese. Nel documentario emergono le esperienze di 13 donne valtellinesi negli anni 40 e 50, tra i ricordi delle loro vite da contadine che raccontano senza enfasi e senza lasciarsi andare a sentimentalismi, a volte apparendo anche brusche e scarne ma espressione di tutta la loro genuinità.

In un presente dove tutto accade velocemente e dove il ruolo femminile assume valenze completamente diverse, le storie di queste lavoratrici sono la testimonianza forte di un passato fatto di sacrifici e vita dura, ma anche di soddisfazioni e momenti serenità. Una testimonianza che può servire a riflettere sull'oggi, per questo, per dare una sorta di continuità al passato, durante la presentazione del filmato saranno presenti alcune giovani imprenditrici agricole, tra cui Diana Saligari di Chiuro, che in un certo senso hanno raccolto il testimone delle protagoniste del girato.

Il nostro lavoro cerca dunque di legare generazioni diverse – spiega Maura Cavallero, vice presidente di Argonaute e curatrice del progetto – oltre che concludere un ciclo iniziato nel 2010: “Questo lavoro completa il percorso iniziato con la realizzazione dei filmati “La levatrice, un mestiere di donne per le donne” e “Volevo fare la maestra, storie di maestre di montagna negli anni 40 e 50 in Valtellina e Valchiavenna”, per dare voce a chi ha avuto, secondo noi, un ruolo significativo nella comunità”.

Nella pellicola tanti aneddoti e memorie, dove si lavorava dalle “stelle alle stelle”, dall'alba alla sera, e dove rievoca un rapporto diretto e quotidiano con la natura: l'ora veniva letta attraverso le costellazioni del Carro Maggiore e Minore, ricorda una delle protagoniste, Vittorina Baldelli, classe 1931, visibilmente emozionata nel rivivere l'intervista realizzata per il video: “Ero davvero imbarazzata durante l'incontro – racconta Vittorina – perché non sono abituata a queste cose, sa, più che stare in famiglia e tra di noi... ma questi colloqui mi hanno fatto ritornare alla memoria tante cose che nemmeno mi ricordavo”.

“Questo girato vuole essere un omaggio ed un ringraziamento per queste eroine - commenta invece Maria Marchesi, consigliere di Argonaute e curatrice del progetto- perché queste donne non hanno mai avuto un giusto riconoscimento sociale, e lavorare con loro è stato davvero emozionante”.

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