Tragedia sulle piste da sci, morti due snowboarders

Fine settimana tragico sulle nevi dell’Alta Valtellina. Due snowboarder hanno perso la vita, mentre praticavano il loro sport preferito, optando, purtroppo, per un fuoripista altamente sconsigliato dall’alto rischio valanghe annunciato e tutt’ora in essere.
Il primo incidente si è verificato ieri, intorno alle 10, a circa 2300 metri di quota, nei pressi della pista Gavia di Santa Caterina Valfurva. Sulla sinistra dell’impianto skilift doppia, uno snowboarder di 43 anni, Diego Colombo, di Mornago, in provincia di Varese, è finito a testa in giù in un crepaccio per alcuni metri.
Pronto l’intervento dei Carabinieri dipendenti dalla Compagnia di Tirano e addetti al soccorso piste che, allertati dagli amici dello sfortunato snowboarder, hanno prestato i primi soccorsi all’uomo praticandogli il massaggio cardiaco. Supportati, subito dopo dai sanitari del 118, che hanno proseguito nei tentativi di rianimazione cardiaca con la strumentazione apposita, per disporre, poi, il trasferimento d’urgenza dello sfortunato appassionato della tavola al Morelli di Sondalo.
Dove, purtroppo, alle 12.30, il suo cuore ha cessato di battere. Sul posto, al fianco di Carabinieri e soccorritori 118, anche il Soccorso Alpino di Valfurva e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Bormio.
Scenario che si è replicato, purtroppo, nel pomeriggio di ieri, a Livigno. Erano circa le 16 quando due snowboarder di origini belghe si sono avventurati in un fuoripista sul comprensorio del Carosello 3000, a quota 2300 metri, fra la pista Zuelli e la Femminile. Nel tentativo di abbandonare la Zuelli per portarsi nell’altra pista, hanno attraversato un canale, ma se il primo snowboarder è transitato indenne, non così il secondo, rimasto sepolto sotto una piccola, ma insidiosa, valanga. Due metri di neve lo coprivano.
A lanciare l’sos l’amico che, non vedendolo più scendere, si è impensierito. Inizialmente, non troppo, imputando il ritardo ad un problema al ginocchio che il suo compagno di avventura già accusava, ma, poi, vedendo che il ritardo si accumulava, ha lanciato l’allarme. Troppo tardi, purtroppo, per poter salvare lo snowboarder. Estratta dalla neve, grazie ai sondaggi e al lavoro svolto dal Soccorso Alpino di Livigno, dal Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Bormio, col l’ausilio dei vigili del fuoco volontari di Livigno e di Sondrio, sopraggiunti con la fotoelettrica, la salma del giovane, intorno alle 22, è stata ricomposta presso il Punto di primo intervento di Livigno.
Innumerevoli, peraltro, gli incidenti in pista nella giornata di ieri, dieci in tutto in Valtellina e Valchiavenna, quattro oggi.

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