Fuoco e vento in Valchiavenna.

 

Nella bassa Valchiavenna, l’imperativo è quello di arrestare la corsa del fuoco che, inesorabile, ha continuato per tutta la giornata odierna ad avanzare. Lo sanno bene i Vigili del Fuoco impegnati a ritmi ininterrotti in quella che si presenta come un’emergenza difficile da gestire, in quanto continuamente alimentata da quello che, assieme alle alte fiamme, rappresenta il nemico numero uno: il vento.
Vento che in quota, ha raggiunto la velocità di quaranta nodi permettendo l’utilizzo dei Canadair soltanto a partire dalle nove di questa mattina.
I due CL-415 adibiti allo spegnimento dei roghi hanno fatto la spola con il vicino lago di Como, la superficie della quale è apparsa mossa dai mulinelli provocati dalle forti raffiche di corrente.
Due i teatri sui quali si continua ad agire: quello di Albonico e quello di Samolaco.
Nell’area sovrastante Albonico, frazione del comune di Sorico, il più sembrerebbe essere oramai risolto. Spenti gli incendi più grossi, rimangono accesi piccoli focolai attualmente difficili da raggiungere per le squadre presenti sul posto. L’unico aiuto proviene dall’ausilio di un elicottero dei Pompieri, il quale ha potuto prendere il volo dall’eliporto di Talamona con il serbatoio ad esso vincolato, soltanto alle 15 di questo pomeriggio. Il vento aveva impedito, fino a quel momento, ogni utilizzo del velivolo sulla superficie interessata dai roghi.
Più allarmante, al momento, appare la situazione a Samolaco da dove i muri di fuoco continuano ad avanzare in direzione della Valchiavenna.
Allo stato attuale, il rischio da debellare è che la parte più alta dell’incendio riesca ad entrare nel territorio della Val Meriggiana, troppo impervio e non accessibile a Canadair e mezzi di soccorso. Si teme che le fiamme riescano ad attraversare l’intera valle, superando il versante opposto andando a minacciare, così, il comune di Chiavenna.

A rendere la situazione ulteriormente complicata ci pensano i tizzoni ardenti che, staccatisi dagli alberi in fiamme, vengono trasportati dalle folate di vento scagliandosi, così, verso metà montagna. Sono loro ad alimentare i primi focolai nell’interno valle.
Nell’area più bassa dei 236 metri di altitudine su cui si staglia il comune, le squadre dei Vigili del Fuoco, provenienti un pò da tutti i distaccamenti dei comandi delle province di Como e Sondrio, presidiano il territorio a protezione delle case dislocate nelle frazioni di Vigazzolo e Casenda.
Intanto, da terra, sono gli uomini della Protezione Civile e del Servizio Antincendio Boschivo a coordinare gli aerei in volo, comunicando ai piloti l’esito dei copiosi lanci d’acqua.
La speranza è tutta affidata al calare dell’impietoso vento.

 

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