Frontalieri nel decreto. Si apre uno spiraglio.

Frontalieri. Qualcosa si muove, se è vero, come è vero, che per la prima volta i lavoratori transdoganali vengono contemplati nel decreto attualmente in discussione presso la commissione bilancio del senato.

Per i 100.000 italiani impegnati lavorativamente oltre frontiera, si apre dunque uno spiraglio con un gettito a loro destinato e finanziato da un fondo: quello della legge 190 del dicembre 2014, un fondo speciale del quale attualmente non si conosce l’ammontare. In attesa di conferma, l’altro gettito, quello garantito dalla Farnesina, l’ammontare del quale sarebbe di quattro milioni di euro.

Può consolare il fatto che, dalle nostre parti, non siano stati molti, fino a questo momento, i licenziamenti di lavoratori frontalieri. Potrebbe andare peggio: basti pensare, ad esempio, ai lavoratori italiani operanti a Malta, dove già sono stati effettuati licenziamenti di massa

La tutela del posto di lavoro rimane di primaria importanza, anche perché al momento non è dato sapere che durata avrà questa situazione. Una cosa è però certa: mai si era assistito a decreti emanati con una tale velocità e questo, può in qualche maniera rincuorare, anche perché la parte più consistente del decreto, quella che riguarda le coperture per sospensione o perdita di lavoro, una sorta di Naspi equivalente, potrebbe finire nel prossimo decreto di Pasqua e garantirebbe un paracadute per i lavoratori frontalieri in quanto il contratto svizzero non prevede coperture in caso di sospensione lavorativa.

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