ANAP Confartigianato “Fermare la strage nelle case di riposo”.

Nelle case di riposo è un dramma senza fine. L’elenco delle vittime e dei malati di Covid-19 si allunga ogni giorno inesorabilmente, senza risparmiare nessuna regione, nessuna provincia: il virus corre veloce e colpisce come un leone, per primi proprio i più fragili, gli anziani.

Ed è un fatto che le case di riposo con dieci, venti, trenta o più morti nell’arco delle prime settimane del mese di marzo sono tante, secondo quanto raccontato dalle testimonianze delle persone a conoscenza della situazione. Nella stragrande maggioranza dei casi queste morti sono avvenute nelle strutture stesse, senza che i pazienti – anziani e quasi sempre con gravi malattie pregresse – potessero essere ricoverati in ospedale, e senza che venisse fatto loro un tampone per confermare il contagio da coronavirus. E le RSA della provincia di Sondrio, non sono immuni da un fenomeno così tristemente inesorabile.

Di strage da Covid-19 e di un Italia che resta attonita all’inesorabilità cieca di questa malattia sulla popolazione anziana, parla in un comunicato diffuso quest’oggi, Mario Valetti, presidente di ANAP, Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato.

Le chiamano “stragi silenziose”, forse perché fanno meno notizia, forse perché c’è nei più anziani quell’amara consapevolezza, quella accettazione sottomessa di una morte che colpisce tutti, nessuno escluso, ma che si avventa maggiormente verso chi già presenta dei deficit di salute. Ma non per questo, sia ad ospiti che ad operatori che presso le RSA prestano il proprio servizio, come in un normale reparto ospedaliero, non deve essere garantita la salvaguardia della propria salute. Agire dunque, seppur in ritardo, garantendo dispositivi di sicurezza e la prova del tampone a tutte le persone presenti nelle case di riposo, ospiti e lavoratori, garantendo una messa in sicurezza destinata a tutti, nessuno escluso.

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