Pasqua buona, fino all'imbuto sulla 36

Brusca frenata a parte nel periodo post pasquale, per effetto della chiusura della 36 per frana, resta il segno + davanti alla stagione invernale appena chiusasi, mentre su quella estiva incombe l’incognita della manutenzione di un territorio deturpato dalle forti raffiche di vento che hanno raso al suolo decine di alberi e interrotto parecchi sentieri. Il dato positivo è comunque rappresentato dal + 2% sui ricavi per la Skiarea Valchiavenna, dal +3% sui primi ingressi per la Società Impianti Bormio, fino al +11% sempre sugli accessi in pista nel comprensorio di Livigno, che, quest’anno, ha varcato la soglia dei 17 milioni di passaggi complessivi, potendo contare, anche, su una ricettività forte di ulteriori 650 posti letto quasi tutti situati in appartamenti di nuova apertura. Livigno si conferma, quindi, la stazione sciistica traino di tutta la Valtellina, capace di vivere una fine stagione coi fiocchi grazie all’operazione skipass free, anche se ha sofferto, un po’ come tutti, ma forse anche di più, dell’effetto imbuto verificatosi sulla super 36 dopo la frana di Lierna. Dal 27 aprile in avanti, infatti, il Piccolo Tibet si è completamente svuotato, anche se l’area sciistica di Sitas-Tagliede ha deciso di tenere aperti gli impianti fino a domenica prossima, 5 maggio.
Skiarea chiusa dal 22 aprile, invece, a Bormio, dove la Società Impianti conferma di aver lavorato molto bene fino al 31 marzo, poi, però, più niente. I turisti in paese non solo mancati, anche se, qui, l’operazione skipass free non riesce a decollare, ma, probabilmente, hanno optato per le acque termali. Molto bene anche Santa Caterina Valfurva, e, nelle Orobie, tenuta anche da parte di Aprica e dalla sua skiarea.
Pasqua da tutto esaurito a Tirano, che si conferma, sempre più, destinazione turistica, mentre Teglio aspetta di dare il meglio di sé nella stagione entrante. Preoccupazione, per il periodo estivo, la esprime Gigi Negri, direttore del Consorzio Turistico Terziere Superiore, rispetto allo stato pietoso in cui versano i sentieri in quota. Pian Gembro, Trivigno, parte alta di Villa di Tirano necessitano di interventi di pulizia da piante sradicate imponenti. E non sono le sole aree interessate da questi fenomeni, perché un po’ tutti i nostri boschi ne sono rimasti coinvolti. “Avremo bisogno di contributi notevoli – insiste Negri – per poter ripristinare il territorio anche a fini turistici”.
Soddisfatti, ancora, gli operatori della Valmalenco, la prima stagione in Valtellina a chiudere gli impianti il 7 aprile, e soddisfazione anche da parte di Marilisa Paltrinieri, presidente Fupes Valgerola. Nel suo piccolo, la stazione ha tenuto, mentre ad arrancare è la promozione turistica globale del territorio con il Consorzio mandamentale alle prese con continui rivolgimenti interni, approdati, ora, finalmente, nella nomina di un nuovo presidente, anche se, il Comune di Morbegno, tende a fare da sé.
Infine, la Valchiavenna, continua ad esercitare il suo fascino su italiani e stranieri, in particolar modo svizzeri, e molto bene anche Madesimo, che ha potuto contare su una neve spettacolare per tutto marzo e in un ottimo aprile.

  • Commenti

0 Comments:

To prevent automated spam submissions leave this field empty.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
10 + 10 =
Risolvere questo semplice problema matematico e inserire il risultato. Ad esempio per 1+3, inserire 4.
Scroll to Top