Autonomia idroelettrico. Approvata la legge.

Siglata ieri, in perfetto tempismo con quelle che erano state le previsioni espresse da parte dell’assessore alla Montagna ed alle Risorse Energetiche di Regione Lombardia, Massimo Sertori, l’approvazione definitiva alla nuova legge sull’idroelettrico.

E così, dopo un excursus avviato nel 2018 con il trasferimento, da parte dello stato, della proprietà delle dighe alle Regioni ed il conferimento, a queste ultime, dell’autonomia per la determinazione dei criteri di gara, e dopo che lo scorso anno la Regione Lombardia aveva approvato la legge sulla cessione di energia gratuita e infine, ieri l’approvazione della nuova legge lombarda che regola l’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche.

Un canone di concessione, quello definito dalla norma regionale, che segue i criteri introdotti a livello statale, e che la Lombardia ha stabilito in una parte fissa a 35 euro al kW, e in una parte variabile in relazione alla produzione, fissata nella misura di almeno 2,5%. Una legge, quella statale, che prevede il trasferimento annuale alle Province e alla Città metropolitana, sulla cui superficie siano dislocati gli impianti, di almeno l’80% del canone introitato dai concessionari. Percentuale che tocca il 100% per la Provincia di Sondrio

Una legge che, per lo stesso assessore, sancisce un principio fondamentale di autonomia, declinato però ad un concetto sussidiario volto a dare risorse, legittimazione e forza ai territori.

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