A Spriana la storia dell’alpinismo

E’ stata tutta un su e giù dalle montagne, quelle malenche, da dove proviene, quelle svizzere, da dove è transitato, quelle francesi, che lo hanno adottato. Un saliscendi senza soluzione di continuità, con la naturalezza e il piglio di chi ha la montagna nella mente e nel cuore. E’ il percorso di Umberto, Robert, Flematti, 77 anni, nato a Prato di Torre di Santa Maria, emigrato in Francia, sui Pirenei, con la mamma e il fratello a soli 4 anni. Rientrato, alcuni giorni fa, a Spriana, ospite degli alpinisti del posto e delle amministrazioni comunali di Torre e Spriana, che hanno voluto rendere omaggio ad un loro concittadino, fra i numeri uno dell’alpinismo mondiale.

A scoprirlo, Popi Miotti e Michele Comi, alpinisti e guide alpine di Sondrio e della Valmalenco, che hanno scavato nei trascorsi di Flematti, incuriositi dal cognome tipicamente malenco, per scoprire che le sue radici erano proprio a denominazione di origine controllata. Quindi il viaggio in Francia, nei pressi di Chamonix, di Miotti, e l’incontro con il famoso alpinista, per organizzarne la rimpatriata. Un mostro sacro dell’alpinismo internazionale, Flematti, compagno di cordata di Renè Desmaison, francese, fra i più grandi alpinisti di sempre, col quale ha compiuto imprese epiche negli anni Sessanta e Settanta.

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