Elicottero salvavita per i più piccoli

Importante novità, quella introdotta, a partire da domani, su tutto il territorio regionale grazie alla collaborazione fra Areu, azienda regionale dell’emergenza e urgenza, Terapia intensiva neonatale e direzione generale dell’Azienda socio sanitaria territoriale di Lecco.
Si tratta del trasporto neonatale salvavita, con eliambulanza, per i pazienti più piccoli che necessitano di cure urgenti. Un servizio di particolare importanza e impatto soprattutto in zone, come la nostra, di montagna, più difficili da raggiungere.
“Un servizio – spiega Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare – che va a completare il già eccellente sistema di trasporto neonatale ordinario, attivo dal 1991 e basato sull’attività di undici Terapie Intensive Neonatali, capace di collegare i punti più distanti della rete neonatale mediante un trasporto rapido e protetto, attivo sia di giorno sia di notte, secondo regole ben definite. In questo modo – prosegue Gallera – andiamo ad offrire una risposta omogenea ed adeguata su tutto il territorio regionale con particolare riguardo al bacino di utenza rappresentato dall’area montana, consentendo anche un miglior utilizzo delle risorse su gomma”.
Fermo restando che il trasporto in utero rappresenta, comunque, sempre, la soluzione preferibile: negli ultimi cinque anni sono stati effettuati dalle terapie neonatali lombarde circa 3400 trasporti per una media di 680 l’anno, ma nella quasi totalità dei casi si è trattato di trasporti su gomma.
“In tempi di ridefinizione della rete di assistenza neonatale – conclude l’assessore Gallera – questo servizio costituisce un importante elemento aggiuntivo di sicurezza per i neonati che potrà ulteriormente ampliarsi con l’esperienza che si maturerà nel prossimo futuro. Un servizio che, insieme all’istituzione dell’ostetrica del territorio e il rafforzamento del percorso nascita rappresenta una risposta efficace di Regione Lombardia a supporto delle partorienti anche a fronte della chiusura di alcuni punti nascita sul territorio dovuta alla mancanza dei requisiti previsti per legge”.
In particolare, per quanto riguarda il territorio provinciale, l’anello più debole è rappresentato dal valchiavennasco, dato che il punto nascita dell’ospedale di Chiavenna è fra quelli che hanno dovuto chiudere i battenti.
 

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