Parco delle Orobie Valtellinesi, si ampliano i confini

Il Parco delle Orobie Valtellinesi si amplia e cambia nome, ma resta in provincia. Nuovi confini per l’area verdeggiante istituita nel 1989 in futuro interessata da una riorganizzazione che verrà attuata in maniera progressiva. Un aumento di superficie di circa 15mila ettari in più rispetto ai 46mila attuali. Ad illustrare le novità il presidente Walter Raschetti e il coordinatore Claudio La Ragione nel corso della conferenza svoltasi in mattinata nella sede di Albosaggia. Ad essere aggregate al Parco, che diverrà capofila assumendosi la governance dei monumenti ecologici della Valtellina, ben 7 riserve naturali: Paluaccio di Oga, Val di Gembro, Bosco dei Bordighi, Piramidi di Postalesio, Pian di Spagna, Valmasino , Marmitte dei Giganti, più due monumenti naturali (la Caurga e le cascate dell’Acquafraggia, entrambe in Valchiavenna).
I passaggi formali sono stati scanditi dalla legge regionale 28 del 2016: entro 4 mesi la sottoscrizione di convenzioni con gli enti gestori di riserve e monumenti naturali, entro 6 mesi il parco deve predisporre un progetto da mandare in Regione, poi la giunta si riserverà sei mesi di tempo per valutare ed approvare il piano di riorganizzazione. Da qui il parco inizierà a esercitare funzioni amministrative.
A cambiare anche “la comunità del Parco”, l’organo di indirizzo e controllo amministrativo e politico dell’ente, attualmente composta dalle comunità montane di Morbegno, Sondrio e Tirano e dalla Provincia. Una riorganizzazione importante e nel contempo impegnativa per il Parco che per attuarla dovrà trovare giuste risorse in quanto l’aumento dell’area di competenza comporterà ulteriori carichi di lavoro, ma certo sarà anche volano per crescita economica e occupazionale.
Un appello che non resterà inascoltato a sentire il consigliere provinciale Angelini soddisfatto che non siano state smembrate le aree protette della provincia di Sondrio.
 

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