Domenica, alle 15, nella parrochiale di San Pietro, i funerali di Federik

E’ stata eseguita questa mattina, all’ospedale di Bellinzona, l’autopsia sul corpo di Federik Scaramella, 17 anni, di San Pietro di Samolaco, rinvenuto in fin di vita in un burrone sulla Cima di Barna, in territorio elvetico, domenica pomeriggio.
Nulla è dato sapere circa gli esiti, ma le autorità svizzere hanno, comunque, dato il nulla osta alla sepoltura. I suoi funerali verranno celebrati, quindi, domenica, alle 15, nella parrocchiale di San Pietro. Intanto, proseguono gli accertamenti delle autorità elvetiche che hanno già aperto un fascicolo per omicidio colposo.
Una tragedia nella tragedia che riporta in auge il tema della sicurezza in montagna, ancor più quando la si vive servendosi di mezzi motorizzati come quelli utilizzati dagli undici escursionisti che, a bordo di sette motoslitte, si sono avventurati ben oltre le baite di loro proprietà.
Cristian Scaramella, 45 anni, col figlio Federik, è partito da Toiana, per dirigersi verso quote più alte, e godere, così, dell’impareggiabile paesaggio e della vista sulla Val Mesolcina. Pratica invalsa, va detto, a parecchi possessori di motoslitte che eludono il divieto di spingersi oltre le loro proprietà. La motoslitta, infatti, può essere utilizzata solo per raggiungere la baita.
Pacifico, quindi, l’inoltro della contravvenzione amministrativa a tutti i possessori dei mezzi che erano in comitiva con Scaramella, mentre i Carabinieri di Campodolcino, che fanno capo alla Compagnia di Chiavenna, stanno valutando se sospendere o, addirittura, ritirare le targhe ai mezzi. Sono in costante contatto anche con le autorità elvetiche, competenti per territorio, che hanno già sentito i due amici di Cristian Scaramella, che hanno assistito, seppur da lontano, all’incidente, ed hanno dato l’allarme fermandosi in quota fino all’arrivo dei soccorsi. La motoslitta del loro amico, infatti, che faceva da apripista, è scomparsa nel nulla, nel burrone, senza che loro stessi abbiano potuto capacitarsi di cosa sia, realmente, successo.
Resta il profondo sconforto per quanto accaduto e per la morte del giovanissimo Federik sulla quale è intervenuto, oggi, anche Fabio Molinari, direttore dell’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio. “Desidero esprimere ai suoi famigliari la mia personale vicinanza insieme a quella dell’intero mondo della scuola – scrive in una nota stampa -. Sono vicino anche all’Istituto Leonardo da Vinci di Chiavenna, dove Federik studiava, e anche ai suoi compagni di classe, che conto di incontrare nei prossimi giorni. Questa terribile disgrazia – aggiunge il direttore – ci invita a riflettere sulla necessità di non correre inutilmente rischi. Invito tutti a soffermarsi su questa drammatica vicenda, parlandone con gli insegnanti, e chiedo, in gruppo o singolarmente, un attimo di consapevole silenzio>.
Toccanti anche i ricordi affidati ai social network, in particolare quello dell’insegnante di Federik, Claudio Di Scalzo che ha accostato il terribile lutto al dipinto di Giovanni Segantini, dal Trittico delle Alpi “La Morte”.

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