Ovini sbranati. E’ emergenza.

 

Un fenomeno purtroppo in ascesa e che conta già un discreto numero di casi nei territori di Sondalo, Ponte in Valtellina, Sondrio e Bassa Valle.
Parliamo dell’abbattimento di bestiame, in particolar modo di capi ovini, avvenuto da parte di cani lasciati non custoditi in prossimità di aree agricole e boschive.
Ad essere sbranati, in più occasioni, anche alcuni esemplari di pecora Ciuta, l’ovino autoctono della Valtellina, verso il ripopolamento e la salvaguardia della quale l’Associazione Pro Patrimonio Montano rivolge, senza riserva alcuna, i propri sforzi da alcuni anni.

Da qui, la necessità di rendere pubblica la problematica, al solo scopo di sensibilizzare la cittadinanza, ed in particolare i proprietari di cani, probabilmente neanche troppo consapevoli di quali danni possano causare i propri amici a quattro zampe lasciati incustoditi.

Davvero un peccato, considerati tutti gli sforzi con i quali Pro Patrimonio Montano sta faticosamente lavorando per poter assicurare un futuro ad una specie fino a qualche tempo fa considerata estinta, quella della pecora Ciuta, appunto.
Un problema, quello delle aggressioni, che va ad incrociarsi con l’altro annoso del randagismo, il monitoraggio del quale è stato affidato alle guardie ecozoofile, anche alla luce dei ripetuti episodi di attacchi perpetrati da cani privi di guinzaglio nei confronti di persone intente a passeggiare lungo il sentiero Valtellina.

 

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