Sport, Sondrio in chiaroscuro

 

 

La prima classificata - Trieste - ha totalizzato 1000 punti; la Provincia di Sondrio - superata anche da tante realtà del sud, area che mostra più di qualche nervo scoperto - non raggiunge nemmeno la sufficienza fermandosi al 55° posto - su 107 - con un punteggio che si ferma a 449 millesimi.

Il tema analizzato da “Il sole 24 ore” - che ha pubblicato ieri i risultati di una minuziosa e articolata indagine condotta sul territorio nazionale - è lo sport, uno dei cavalli di battaglia nel contesto valtellinese, tanto sul fronte agonistico quanto nelle strategie turistiche, educative e sociali e di gestione e valorizzazione del territorio.

Il piazzamento - che conferma di fatto la situazione rilevata due anni fa con un po’ di temporaneo vantaggio lo scorso anno - suscita fin da subito riflessioni e dichiarazioni da parte di chi le politiche sportive le conduce quotidianamente nel proprio ruolo istituzionale.

Fra loro il consigliere provinciale delegato allo Sport Franco Angelini: “sono contento di questa analisi perchè certo si evidenziano le criticità - ammette - ma al tempo stesso ci viene offerta una preziosa occasione di miglioramento”.

Fra i dati emergenti, quello riferito alle presenze turistiche legate allo sport: la provincia di Sondrio è solo 30° con 273 punti su mille…a fronte, ad esempio, di una vicina Lecco che è decima con oltre 500 punti.

“Eventi e manifestazioni di alto livello sono per noi una fatica - dichiara senza mezzi termini Angelini - in parte perchè è tutto affidato al volontariato e non si riesce ad alzare la qualità dell’offerta, in parte perchè solo solo attraverso una reale unità di intenti potremo riuscire a centrare obiettivi ambiziosi”.

Il verdetto reclama, inevitabilmente, una riflessione, soprattutto alla luce dei numerosi progetti e del fattivo impegno profuso anche a livello istituzionale.

Lo sforzo della Provincia per le attività sportive è consistente: 300 mila euro all’anno che si aggiungono ai 400 del Bim, mentre le strutture in capo a palazzo Muzio - ad esempio le palestre - costano più di un milione all’anno; “quanto ai progetti mirati - ricorda ancora Angelini - basti pensare all’operazione dello ski pass gratuito per i ragazzi, un’idea che ci ha dato ragione degli sforzi compiuti - conclude il consigliere provinciale - tanto è vero che Regione Lombardia ne ha pianificato l’estensione”.

Infine i giovani: fanno fatica ad emergere, tanto ad alto livello quanto nelle attività amatoriali che possono sconfiggere un grave male del nostro tempo: la sedentarietà.

“In questo senso paghiamo lo scotto di essere una realtà geograficamente periferica - aggiunge Angelini - ma l’impegno per colmare il gap non manca come dimostra il progetto triennale che promuove la pratica sportiva dagli anni dell’asilo realizzato con il Coni”.

Insomma si investe, a comunicare dalle famiglie e dalle ASD e a volte si fanno i miracoli come dimostra la carriera agonistica di Arianna Fontana le cui medaglie ci vedono brillare nella classifica alla voce Olimpiadi: il suo esempio è quello della classica ragazza valtellinese cresciuta e arrivata sull’Olimpo grazie ai genitori, alle associazioni e ad allenatori lungimiranti e disponbilili….una carriera costruita sulle trasferte e sui sacrifici…perché volere è potere.

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