Sanità, la parola ai sindaci

Partirà dall’ascolto dei sindaci del territorio, il ridisegno della sanità di montagna cui Regione Lombardia guarda e per il quale si è affidata ad esperti del Politecnico di Milano.
Dall’incontro che gli assessori regionali al Welfare, Giulio Gallera, e alle Politiche per la Montagna, Massimo Sertori, hanno avuto con la professoressa Cristina Masella, del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico, presente anche alla direzione strategica dell’Ats della Montagna, è emersa l’importanza di avviare un percorso di ascolto dei primi cittadini dei territori interessati, prima di effettuare ogni opportuno approfondimento.
Alla fase di ascolto dei territori, poi, seguirà un’analisi integrata dei dati e lo sviluppo del progetto vero e proprio che verrà restituito al territorio per un indispensabile confronto.
Che non mancherà, quindi, in tutte le fase del percorso progettuale esattamente come richiesto da tutti i sindaci e dagli stakeholders in generale. Con l’obiettivo di rilanciare la sanità di montagna nel modo più consono possibile, partendo da dati di contesto, certamente, ma considerando anche esperienze maturate in altri ambiti simili, a livello nazionale e internazionale.
Percorso, questo, annunciato già da tempo dagli assessori Gallera e Sertori e che prende quota proprio mentre, in provincia, soprattutto a livello sindacale, si manifestano grosse sofferenze rispetto agli effetti dell’applicazione della legge di evoluzione del sistema socio sanitario lombardo. A prendere posizione Cisl e Cgil, la prima con un’opzione forte in termini di concentrazione dell’attività operatoria su Sondrio o di costruzione di un nuovo polo ospedaliero. Che non convince, appieno, però la Funzione Pubblica Cgil, di Claudio Bottà. “Mi sembra una fuga in avanti – dice Bottà – quando, invece, torna urgente il confronto a livello territoriale su chi e cosa si voglia fare. Perchè, e questo è pacifico, a tre anni dall’emanazione della legge 23, il bilancio che possiamo fare, sul nostro territorio, è fallimentare”.
 

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