Con Vanoni, “a piedi nudi nell’arte”

“A piedi nudi nell’arte”, è il titolo del libro presentato da Carlo Vanoni, storico dell’arte morbegnese, nel tardo pomeriggio di venerdì, nella sala Besta della Banca Popolare di Sondrio, introdotto dalla giornalista Sara Baldini. Di una lezione d’arte contemporanea si è trattato. “Sono un narratore d’arte, volevo dare un po’ di sapore al sapere” – ha detto l’autore davanti al nutrito pubblico. L’arte, secondo Vanoni, ha dei tempi diversi rispetto a ogni cosa che ci circonda. Tutto invecchia precocemente, mentre nell’arte non è così. Alcune opere che hanno 100 anni di storia risultano moderne ancora oggi. Un esempio ricordato e riprodotto al pubblico su un teleschermo, è stato l’orinatoio rovesciato dell’artista Marcel Duchamp del 1917. Tutti in un certo senso siamo ultramoderni, mentre con l’arte ci si ferma agli impressionisti, che hanno dato un nuovo impulso, non seguendo più le regole accademiche. Gli artisti, secondo Vanoni, sono uomini che vivono le gioie, i dolori, le sofferenze e le bellezze della vita raccontandole in maniera diversa, ognuno con il proprio linguaggio. Dietro ogni quadro c’è un mondo, esistono storie infinite. Si è stimato che il tempo in media che una persona dedica a un’opera artistica sia di 8 secondi. Un altro aspetto, messo in risalto durante la conferenza dal morbegnese, è la committenza. Gli artisti lavoravano, esistevano, perché qualcuno chiedeva loro le opere. Noi, invece siamo sempre stati convinti che i loro capolavori fossero frutto dell’ispirazione. La storia dell’arte è fatta di committenze e i suoi protagonisti erano il committente, l’artista e i soldi. L’arte contemporanea ha subito un cambiamento: non si occupa solo della bellezza come una volta, non è più legata al saper fare, ma prende spunti dal quotidiano e viene vista con semplicità. Con questo libro Carlo Vanoni cerca di dare spiegazioni, di elargire indizi utili per spiegarla.
 

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