Alla Foianini con Rossola e Pignola si fa lo spumante

Una tesi sull’utilizzo dei vitigni in via di estinzione, in Valtellina, di Prugnola e Rossola, per la produzione di spumante con metodo classico.
La sta realizzando Luca Redaelli, di Oggiono, in provincia di Lecco, laureando in Enologia presso la facoltà di Agraria dell’Università di Milano.
Sede dei suoi studi la Fondazione Foianini di Sondrio dove ha allestito il laboratorio sperimentale di ricerca su questa particolare produzione enologica.
I vitigni Prugnola e Rossola, infatti, non sono vocati alla produzione dei classici vini rossi di Valtellina, come quelli a denominazione di origine controllata e relative sottozone, per le quali sono ottimali, invece, le uve Nebbiolo. Il fatto di avere una forte acidità, poco corpo, poco zucchero e meno colore non le rende adatte a questo scopo e, proprio per questo, Luca le sta testando sulla produzione di bollicine. Anche per capire se, questa sperimentazione, possa costituire il viatico ad una futura valorizzazione dei vitigni utilizzati.
Prima di Natale ha effettuato il tiraggio, cioè l’aggiunta al vino base, fermo, dei zuccheri e dei lieviti che permettono di fare le bollicine attraverso la fermentazione.
Dopodichè le bottiglie vengono lasciate a riposare e le prime analisi sul prodotto verranno effettuate nei prossimi mesi di settembre e ottobre. Cui seguirà un altro periodo di riposo delle bottiglie per un lasso di tempo che va dai 12 ai 24 mesi. Terminato questo processo, si potrà verificare l’evolversi dell’esperimento rispetto al quale, Luca, vede positivo.

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