Inchiesta gasolio: le accise non vanno restituite

Svolta positiva, per circa 600 imprese valtellinesi coinvolte esattamente un anno fa nella maxi inchiesta dei depositi di gasolio per auto trazione condotta dalla Procura di Sondrio.
Il caso, nell’ambito del quale la Guardia di Finanza aveva effettuato centinaia di sequestri, aveva portato al centro dell’attenzione generale e aperto il dibattito sulla questione della autorizzazioni comunali per la gestione dei depositi, sulle agevolazioni fiscali per il carburante e sulle norme antincendio delle cisterne.
Una questione intricata e, per la quali, si erano profilate diverse ipotesi di reato e multe da capogiro oltre ad una presunta restituzione - da parte degli imprenditori - delle accise per un ammontare complessivo di svariati milioni di euro.
Nulla di tutto ciò: quello che per mesi si è profilato come un passaggio destinato a portare molte ditte al fallimento, si è dissolto ieri nell’incontro convocato in Prefettura fra i rappresentati delle catergorie economiche, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane.
La vicenda si è chiarita definitivamente: non c’ è alcun collegamento fra autorizzazioni comunali e accise.
Quello che, fin da subito, si era profilato come un caso unico nel suo genere, trova dunque parziale soluzione pur restando aperto il problema legato alla irregolarità delle cisterne.
Per le aziende - dall’edilizia, al commercio, fino al trasporto - e in particolare per la categoria maggiormente coinvolta, quella artigiana, una schiarita all’orizzonte. 

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