#FuturoalLavoro, sindacati a Roma

#FuturoalLavoro, è il tema attorno al quale si sono riunite le tre sigle sindacali storiche del nostro paese, Cgil, Cisl e Uil, che, sabato scorso, hanno manifestato a Roma contro una legge di bilancio definita miope e recessiva.
Una protesta unitaria come non si vedeva da almeno due decenni a questa parte, per ammissione stessa dei segretari generali provinciali Guglielmo Zamboni, della Cgil, Davide Fumagalli, della Cisl e Vittorio Giumelli, della Uil. Gli stessi che, insieme ad almeno 200 valtellinesi, hanno raggiunto Roma, chi in pulmann, chi in treno, per partecipare al corteo che, da Piazza della Repubblica ha raggiunto San Giovanni in Laterano per il comizio conclusivo dei tre segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.
“E’ stata una giornata epocale – sottolinea Guglielmo Zamboni – soprattutto perché ha sancito una ritrovata unità sindacale che fa bene al settore. Tanto più oggi, in presenza di scelte di politica economica e del lavoro particolarmente insoddisfacenti e preoccupanti per i nostri associati”.
Solo pochi giorni fa, in una conferenza stampa congiunta, i dirigenti sindacali avevano bocciato le previsioni della legge di bilancio stigmatizzando il blocco degli investimenti, per un totale di 31 miliardi rimasti nel cassetto con un corrispettivo di più di 400mila posti di lavoro persi, ed evidenziando, rispetto alla politica fiscale, la sperequazione esistente fra trattamento del reddito dei dipendenti e pensionati e reddito dei lavoratori autonomi per effetto dell’applicazione della flat tax.
A non convincerli affatto neppure le misure pensionistiche, quota 100, e di sostegno alle fasce più deboli, reddito di cittadinanza.
Da inizio anno, Patronati e Caf di Cgil, Cisl e Uil sono presi di mira dai cittadini interessati ad informazioni su queste due misure, tant’è che, solo in Cgil si stimano in 200 le richieste di info pervenute sulla prima e 100 sulla seconda. Tuttavia, precisa Martina Mozzi, del Patronaco Inca Cgil, “solo 10 sono le domande di pensionamento con quota 100 effettivamente presentate, perché, per tutte le altre, occorre calcolare esattamente l’ammontare della pensione prima di scegliere se lasciare l’attività lavorativa con quota 100 o con la legge Fornero. Perchè, chiaramente, andare in pensione con 38 anni di contributi significa percepire qualcosa meno rispetto a quanto si prenderebbe pensionandosi con 41 anni”.
Si attende, in particolare, il 29 marzo prossimo, data di entrata in vigore della legge per poter dar corso, definitivo, alle pratiche.
Con riguardo al reddito di cittadinanza, invece, la domanda potrà essere presentata per via telematica presso i Caf dal 6 marzo. Il consiglio che arriva dagli uffici preposti è, però, quello di predisporre dapprima la dichiarazione reddituale Isee in base alla quale si valuta il diritto.

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