La videosorveglianza c'è... Ma non funziona.

 

La notizia, circolata stamattina, accresce inevitabilmente l’allarme - già scattato nei giorni scorsi a Sondrio - per la sicurezza dei cittadini e per il destino di arredi e aree pubbliche.
Il caso che sta sollevando un polverone su questi aspetti, è quello dei giardinetti di via Vanoni, nell’ex area Carini, dove lo scorso fine settimana - nella notte fra sabato e domenica - i vandali hanno fatto gravi danni: giochi divelti, una fontana distrutta, bottiglie rotte disseminate qua e là.
E ad oggi nessun responsabile identificato.
Ebbene, il sistema di telecamere presente nell’area ha avuto problemi di funzionamento; due dei tre occhi elettronici che inquadrano l’area non erano in registrazione.
Colpa di un guasto - spiega il Comandante della Polizia Locale Mauro Bradanini - può capitare…anzi capita, come è fisiologico che sia quando si usano questi strumenti.
Difficile capire cosa sia successo esattamente; quel che è certo il frangente non è isolato: delle 150 telecamere piazzate in tutta la città, la stessa notte una decina non ha fatto il proprio dovere - spiega ancora Bradanini - nel caso specifico del parco, funzionava l’inquadratura, avevamo l’immagine a terminale ma non è stato registrato nulla.
Una sola delle tre inquadrature ha fornito immagini.
Con gli interventi di questi anni, incluso il nuovo sistema dello scorso anno, 15 mila euro per potenziare il sistema - conclude il comandante - si è cercato di perfezionare sia le dotazioni che le tecniche; ma questo non significa poter fare miracoli; nulla può mettere al riparo da guasti e cattivi funzionamenti - aggiunge - inclusi i disguidi sulla rete di trasmissione dei dati.
Dunque, in attesa che anche nel capoluogo questi sistemi viaggino sulla fibra ottica, non resta che continuare ad investire e lavorare sul fronte della manutenzione e del miglior utilizzo possibile delle dotazioni in uso, oltre che alla Polizia Locale, anche a Questura e carabinieri.
La funzione è duplice: da una parte il presidio dei sistemi video costituisce un deterrente, dall’altra - almeno nelle intenzioni - si ha a disposizione un sostegno all’attività investigativa.
 

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