Alto Lario, Valchiavenna e Valle Spluga, fine settimana di fuoco

Sono proseguite per tutto il fine settimana le attività di spegnimento e contenimento dei roghi sviluppatisi sulle montagne di Alto Lario, Bassa Valchiavenna e Valle Spluga.
Due i fronti, quello del monte Berlinghera, mai sopito da domenica 30 dicembre, quando il rogo si è sviluppato virulento divorando ettari ed ettari di bosco. Fronte che, ha, poi, raggiunto, complice il vento fortissimo, il tempietto di San Fedelino, fino ad interessare la montagna di Samolaco e minacciare le frazioni di Vigazzuolo, Frasnedo e Casenda.
Grande la preoccupazione e la lotta condotta contro il vento, fortissimo, da parte dei vigili del fuoco, intervenuti in forze dal comando di Como, dai distaccamenti di Mese e Sondrio, unitamente ai volontari di Dongo. Stretto il presidio attorno ad Albonico, e, nella notte fra sabato e domenica, attorno al tempietto di San Fedelino.
Autentico pellegrinaggio, domenica mattina, all’edificio di culto, gioiellino di arte romanica, da parte dei residenti a Giumello e limitrofi, preoccupati per le sorti di questo pezzo di storia religiosa locale, scampato al pericolo.
Nella giornata di sabato, poi, grande emergenza anche in Val San Giacomo, dove la montagna ha preso fuoco poco sopra il Santuario di Gallivaggio.
Erano circa le 15, quando è giunta la chiamata di soccorso, con grande mobilitazione dei vigili del fuoco di Mese e del gruppo volontari di Campodolcino. Sul posto anche il Soccorso alpino e il soccorso alpino della Guardia di Finanza, oltre ai mezzi Areu e Croce Rossa e ai Carabinieri di Chiavenna e Campodolcino. In parete, infatti, stazionavano due arrampicatori, di 52 e 53 anni, provenienti dalla Brianza, sorpresi dal fuoco mentre stavano compiendo un’ascesa ardita, invero, considerato il meteo avverso e le forti raffiche di vento che soffiavano in zona.
A portarli in salvo, dato che il fuoco aveva bruciato loro le corde, i soccorritori, che li hanno scortati fino all’ambulanza e, da lì, hanno raggiunto l’ospedale di Chiavenna per accertamenti e, poco dopo, dimessi. Non prima, però, di aver reso testimonianza ai carabinieri di Chiavenna chiamati a fugare il dubbio che potessero essere stati proprio loro, pur involontariamente, ad originare il rogo. Le indagini, al riguardo, sono in corso. Il fuoco, divampato fino alla tarda serata di sabato, è stato domato e domenica mattina la parete appariva bruciata, ma libera da nuovi focolai.
Presidiato anche oggi, invece, il fronte di Albonico-Samolaco dove, ieri, più volte sono transitati i Canadair e gli elicotteri di Regione Lombardia.

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