Nuova tegola sulla sanità

Sembra non trovare pace per la sanità di montagna valtellinese: alla lista delle strutture a rischio chiusura, dopo il via libera alla serrata del punto nascita di Chiavenna, si aggiunge ora anche il laboratorio di analisi dell'ospedale Morelli di Sondalo.
La missiva inviata dalla sezione provinciale della FIALS, la Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, alla direzione dell'Azienda Socio Sanitaria Valtellina ed Alto Lario parla chiaro: accade troppo spesso capita che gli esami effettuati sui pazienti vengano spediti direttamente al laboratorio di Sondrio, nonostante il presidio dell'alta valle disponga di un centro autonomo pienamente funzionante ed efficiente, grazie alla presenza di personale competente e formato da anni.
Una scelta incrompensibile secondo la FIALS, tanto che la Federazione definisce la decisione “assurda”: “per fare chiarezza una volta per tutte, vista la confusione totale che regna in azienda – si legge nella nota inviata al direttore generale dell'ASST Giuseppina Panizzoli e al direttore Sanitario Guido Broich – e vista l'incapacità gestionale di questa direzione, chiediamo risposta scritta di quanto richiesto in tempi ragionevolmente brevi.”
Una problematica che l'associazione aveva già sollevato in precedenza attraverso una comunicazione inviata sempre ai vertici del presidio socio sanitario: missiva, evidentemente, caduta nel vuoto.
In attesa che i vertici aziendali facciano chiarezza su questa situazione alquanto paradossale, sembra invece che si sia aperto un piccolo spiraglio sulla spinosa questione del punto nascita di Chiavenna: nei giorni scorsi Regione Lombardia, dovendo scegliere tra la salvezza del centro chiavennasco o di Gravedona, aveva preferito quello dell'Alto Lario, forte di 333 parti l'anno rispetto ai 108 di quello della città del Mera, garantendo comunque l'attività del presidio valchiavennasco attraverso una collaborazione attiva proprio con la realtà lariana.
Cittadini e sindaci non accettano la scelta, preoccupati che la decisione implichi un inesorabile quanto inevitabile declino dell'ospedale: da qui l'incontro, venerdì sera, con il Prefetto di Sondrio Giuseppe Mario Scalia che, accogliendo i primi cittadini della Valle del Mera, si é detto pronto a partecipare alla loro battaglia, garantendo tutto il proprio supporto.
L'alto funzionario si impegnerà ad inviare una proposta direttamente al Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, circa la sospensione di ogni iniziativa di chiusura dei servizi del Punto Nascita finché giunga ad un progetto alternativo concreto, richiedendo, al contempo, un nuovo piano di rafforzamento degli altri reparti ospedalieri.
La problematica, come assicurato dal Prefetto, verrà inoltrata anche al Ministro della Salute Giulia Grillo.
 

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