Samolaco, una folla per Dede

 

Grande commozione a San Pietro di Samolaco per l’ultimo saluto a Federik, Dede, Scaramella, 16 anni appena, rimasto vittima del tragico incidente in motoslitta, domenica scorsa, sulle pendici del Monte Barna, in Val Mesolcina.
La salma, giunta venerdì nella sala del commiato di Nuova Olonio, Valchiavenna, dall’ospedale di Coira, dove era stata ricomposta, alle 15 di ieri pomeriggio ha fatto ingresso nella parrocchiale del paese, in una bara bianca, ricoperta di fiori.
Tutt’attorno l’affetto di una folla incontenibile. Gremita la chiesa, il sagrato, la via Colombèè e i prati circostanti. Assiepate le persone, in religioso silenzio, hanno seguito la funzione trasmessa anche sul sagrato. A celebrarla don Giuseppe Raviscioni, parroco di Samolaco, affiancato da don Gigi Pini, sacerdote di Tremenda XXL, e, fra gli altri, don Giuseppe Paggi, sacerdote coadiutore di Somaggia.
Accanto al feretro mamma Nicoletta, il fratello Jason, i nonni materni e paterni, gli zii, i cugini, i compagni di classe della 3° classe dell’Istituto Tecnico Tecnologico Costruzione, Ambiente e Territorio del Leonardo da Vinci di Chiavenna (fatto mazzo di fiori), i coscritti del 2002 di Samolaco, gli amici della palestra di karate di San Pietro, e, in divisa, una folta rappresentanza dei vigili del fuoco di Mese (fatto alcune riprese) di cui il padre di Dede, Cristian Scaramella, è volontario. 
L’uomo, ancora ricoverato all’ospedale di Bellinzona, a seguito del politrauma riportato nella caduta nel burrone con la motoslitta non era presente alle esequie.
Poche le parole pronunciate dai sacerdoti, don Gigi Pini, in particolare, che ha esortato tutti a dare una mano per aiutare gli stretti famigliari, i parenti e gli amici a reagire, dimostrando vicinanza e attenzione verso questo enorme dolore.
Poi è toccato ai compagni di classe, ai coscritti, agli amici, a mamma e papà e agli zii Anna e Fabiano. Strazianti i loro
pensieri di commiato rivolti a Dede. Particolarmente toccante quello formulato dai genitori, Nicoletta e Cristian. “La vita mette a dura prova dall’oggi al domani – hanno scritto -. Ma nel male, c’è sempre il bene. Ti abbiamo cercato e tu sei arrivato subito a farci battere il cuore: questo si chiama amore puro. E noi ti abbiamo amato alla follia. Ci mancherai come l’aria, ti vogliamo bene”. Firmato, mamma e papà.
La salma, dopo la benedizione, ha proseguito per il tempio crematorio di Albosaggia.
 

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