Cordoglio in valle, è morto Padre Ugo De Censi

Era capace di stringere tutti e tutto in un caloroso, fraterno, abbraccio. C’era tutto il bene del mondo in quelle braccia aperte, forti e paterne, in grado di sciogliere come neve al sole ogni nodo delle nostre esistenze in bilico. Era un uomo, un sacerdote, che, con aperta franchezza, con gli occhi, coi gesti, col cuore, sapeva dire, “ti voglio bene”.
Mancherà, Padre Ugo De Censi, a quanti hanno avuto il piacere e l’onore di conoscerlo e, ancor più, di frequentarlo.
Mancherà ai suoi fratelli ancora in vita, Vincenzina e Giovanni, ai suoi tanti nipoti e pronipoti, mancherà ai numerosissimi membri dell’Operaziona Mato Grosso, sodalizio da lui creato per portare aiuto alle popolazioni del Perù elette sua terra di missione, mancherà ai parroci che ha formato, e ai parrocchiani che ha seguito.
Era e resta un’istituzione, Padre Ugo.
Secondo di sei fratelli, divenne sacerdote l’8 marzo del 1951 e, per quasi vent’anni, operò ad Arese, in provincia di Milano, dove i salesiani gestivano il Riformatorio del posto. Poi, snodo importante del suo percorso spirituale, la conoscenza con Padre Pedro Melesi, missionario a Poxoreo, in Brasile, nello stato del Mato Grosso. Da lì, l’avvio dell’impegno per questo stato poverissimo dell’America Latina, concretizzatosi nella prima spedizione estiva, nel ‘67, per la costruzione di un centro giovanile a Poxoreo. Di lì alla nascita dell’Operazione Mato Grosso il passo è stato breve. Seguì la partenza, nel 1976 per Chacas, un paesino a 3400 metri di altezza sulle Ande peruviane, la Cordillera Blanca, povero fra i poveri. Nel ‘79 l’apertura della prima scuola di intaglio del legno, nel solco dell’opera di don Bosco, poi riconosciuta dal governo peruviano. Quindi l’allestimento di oratori per i ragazzi, di istituti pedagogici e di un seminario. Nel 1994 allestito anche un ospedale e, in seguito, una casa di riposo, oltre a case per bambini abbandonati ed orfani.
Recentemente le condizioni di salute di Padre Ugo erano peggiorate a causa dell’età. Tanto da indurre il nipote, padre Lorenzo Salinetti, che si era recato in Perù a trovarlo, a rimanervi, fino alla morte sopravvenuta questa mattina, alle 5.30 ore italiane, a Lima, presso la casa di amici della sua missione che lo hanno circondato di infinito affetto. La salma riposerà per almeno un giorno, forse due a Lima, per permettere ai tanti fedeli di porgerle omaggio, poi proseguirà per Chacas, sua parrocchia storica. Lì, nel Santuario della Madonna si terranno i funerali solenni e la tumulazione. Sono migliaia i fedeli che attendono di poterlo salutare.
 

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